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Con me in struttura!

                                                                                                                              #blogdiangela per il sociale

Ciao ragazze.
Oggi vorrei parlarvi un pò di quello che, in un mese, ho affrontato quasi tutti i giorni.
Il 5 febbraio nella struttura è cominciato il mio lavoro. 
Guardarsi occhi contro occhi con 75 nonnette. Le MIE nonne!!
 Da qui è cambiata la mia vita. Catapultata in una città, la Capitale. Direttamente da un paesino pugliese nella grande Roma. 

Si, procediamo con ordine.

In struttura, io personalmente, mi trovo benissimo. Si è stabilito anche un rapporto interpersonale di "rispetto professionale" con tutti i membri dell'organico. 
Infermieri, oss e anche le postulanti, definendo sin dall'inizio  dove si poteva stabilire il mio lavoro. Cioè cosa DOVEVO e cosa NON DOVEVO fare. Pieno rispetto del lavoro e dell'aiuto che ognuno di noi da alla struttura e agli ospiti. 
Con gli ospiti, (le mie care nonnette). Non voglio essere scontata ma davvero sono tutte MIE NONNE. Ognuna di loro mi sta dando tanto. Si, è solo un mese, ma per loro un mese è davvero come se fosse un anno di vita. In questo mese ho già visto morire due nonne. Fortunatamente non le conoscevo ma, fermandomi a pensare, credo che sarà difficile per me lasciarle andare...un giorno. 

Ecco, togliendo questo velo malinconico. le "nonnette" (io le chiamo così), sono fenomenali. Giuro, mi schianto dal ridere ogni benedetto giorno. Prendono tanto. Si assorbono ogni singola goccia di pazienza, tolleranza, energia. Starei li ad ascoltarle per ore, ma anche loro starebbero li a parlare per ore. Quanto sono belle!! Ti regalano piccole pillole di saggezza- così dicevano gli antichi!- sino ad arrivare a dei veri e propri insegnamenti di vita.
Con alcune si è stabilito un vero rapporto confidenziale. Stando ore a parlare. Forse dettate da quelle piccole esperienze di vita che ci accomunano. Si, un rapporto empatico si stabilisce alla base di alcuni rapporti. 
Poi ci sono loro, quelle esperienze, situazioni più grandi di te, dove davvero non trovi parole per poter placare il dolore, le delusioni che portano dentro alcune nonne. E li resta solo il silenzio. 

Con i miei colleghi  si è stabilito un ottimo rapporto. Posso considerarlo a tratti amichevole. A tratti perchè l'amicizia è diversa.  Si ride e sii scherza. Ma sul lavoro cominciano a saltare alcuni problemini. Nulla di grave , ma quando tocchiamo la parola TURNI, lampi e saette fanno il loro ingresso. Si, perchè sono tutti di Roma e io l'unica persona in terra straniera. Cerco di fare calcoli di matematica di altissimi livelli per riuscire ad accumulare giorni che cerco di passare giù. CHE DIFFICOLTA'!!                                                                                      
Il lavoro che noi apportiamo in questa struttura è quello di supporto. Supporto per le nonne si intende. Io personalmente sono chiamata ad effettuare pratica di ricostruzione o meglio vado a ripristinare rapporti interpersonali intra-familiari là dove sono venuti a mancare. O sono completamente nulli. 
Cerchiamo di allietare, in modo garbato, gentile, educato le loro giornate. Anche se a volte si sfiora l'invito ad andare in un paese famosissimo per le nonnette (soprattutto per alcune), ma io e i miei colleghi restiamo fedeli alla nostra professionalità. In questo periodo "carnevalesco" ci stiamo preparando per il grande evento. La festa di carnevale, e cerchiamo di dissuaderle dalla solita e consuetudinaria seppur monotona partitella a TOMBOLA, che per me e i miei colleghi ormai questa parola sta diventando un incubo. Per il resto procede....monotamente, ma procede. 
Ecco l'unico lato negativo è la NOIA.  La noia e la routine, in alcun giorni ti ammazza. Spegne sul nascere ogni singolo barlume di energia o di idea innovativa o DIVERSA che si accende in noi. Per alcune nonne la parola DIVERSO è come una "ingiuria", una parolaccia detta da noi giovani appartenenti alla generazione della gioventù bruciata. Ti annientano con uno sguardo come se fossero le matrigne di biancaneve quando alla famosa domanda :"chi è la più bella del reame? Biancaneve!", la matrigna manda in esilio la povera ragazza. Non sto scherzando!!
Poi ci sono nonne abitudinarie della passeggiata. Anche se fuori diluvia e tira vento, che a momenti si scatena il diluvio universale, loro imperterrite sono lì che ti chiedono il famoso giro. E te in maniche corte, perchè dentro fa caldo, non hai TEMPO e MODO di prendere un giacchetto perchè loro ADESSO vogliono uscire. 
Insomma le nostre giornate si dividono in partite a tombola, a carte, nella ripetizione smodata e continua di :"si, adesso arriva tua figlia e andate via!! (magari fosse vero)". Ormai non ci faccio più caso, la risposta esce diretta e spedita, a volte penso se sono io a parlare o hanno messo la risposta in automatico in portineria, Passiamo giornate a parlare di guerre passate, fuitine fatte da giovani innamorati che sono stati poi divisi da tedeschi, di figlie che abbandonano le mamme le quali chiamano RI-PE.-TU-TA-MenTE le figlie al telefono dicendo le peggio cose. Ma io le adoro così come sono. Ormai l'ora del tè alle tre, si perchè qui si fa tutto prima Perchè qui si pranza alle h11.30 e si cena alle 18.30, è un appuntamento FISSO!                 
Per noi risulta abbastanza difficile scardinare quelle abitudini radicate in alcune di loro. Ma i nostri eroi non si danno per vinta!!!!

Ragazzi gli anziani sono la nostra ricchezza. Sono il nostro passato da conservare gelosamente. Si, loro. Perchè quando abbiamo pisogno di quelle frasi, di quegli insegnamenti che solo l'esperienza può darci e può dirci. Loro ancore salde al passato che per loro non passa. Per loro è meglio finirla al più presto. Perchè loro hanno già vissuto e dato tanto. Si, loro ci chiamano gioventù bruciata, ma pronta a farci largo perchè bisogna bruciare sul campo mai in un angolo. 

Poi il dono di un centrino, cucito apposta per me, da una nonnetta 98enne è una ricchezza unica. In così poco tempo mi stanno regalando tanto. 

Per chi ha ancora in vita le nonne posso semplicemente dire di PARLARE. Loro parlando ripercorrono, passo dopo passo, un'intera vita. Un racconto accompagnato da lacrime e sorrisi che, noi, solo tramite i loro occhi possiamo percorrere. 

W LE NONNE!!


             

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