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| Lago di Piediluco Funge da bacino idrico per la centrale |
Amiche mie eccoci con una nuova tappa, perchè lo sapete che ho la valigia sempre pronta e l'animo da nomade. Pronta a nuove avventure e nuove sfide, alla ricerca di nuovi posti da esplorare. Macchina fotografica in una mano e piantina nell'altra e si parte.
Pochi giorni fa sono stata a visitare la mia amata Umbria. Così verde e così naturale, ecco perchè vienen considerata il polmone dell'italia. Ho ricordi meravigliosi di questa regione si da piccola quando con la famiglia ed amici si partiva alla volta di Cascia per visitare la tanto amata Santa.
In questo viaggio però, ci siamo diretti per mete più selvagge e più wilde. Che quelle da "vita da divano"-come me- non l'avrebbero mai considerato. Avendo un'amica che da mesi mi ammalia con i racconti dei suoi viaggi in montagna ho pensato, perchè no e mi sono messa in gioco anche io con scalate e avventure di sentiero. Ovviamente una passeggiata in confronto alle avventure della mia amica. Zaino in spalla, piantina geografica e siamo partiti, direzione CASCATA DELLE MARMORE.
Patrimonio dell'umanità, sito naturalistico e paesaggistico ha ispirato, negli anni, molti poeti ed artisti di tutto il mondo, da Virgilio a Cicerone.
La meraviglia di questo posto non riesco ad esprimerla in parole. L'unica cosa esclamata alla fine del percorso è stata: già finito?!
La cascata si divide in cinque sentieri percorribili a piedi per godere a pieno della grandezza in tutti ii punti facili da raggiungere. Il sentiero n.1 parte dal centro Direzionale didattico del Giardino Botanico che si trova nell'area escursionistica del Belvedere inferiore. Si imbocca un sentiero che conduce sino al Belvedere superiore, tale percorso è l'unico che conduce alla parte superiore della cascata. Si accede al Belvedere superiore attraverso "la specola" una torretta fatta costruire la Papa Pio VI nel 1786, si ammira il primo salto della cascata.
Attraverso un ponte di ferro si accede al sentiero n.2. che consente di camminare a stretto contatto con la cascata. Camminando si possono ammirare anche le grotte presenti nel sito.
Sentiero n.3, luogo ideale per guardare il canyon scavati nella roccia dalle acque del fiume Nera. Arriva fino al terrazzo panoramico dove si può ammirare l'incontro tra il fiume Nera e Velino.
Sentiero Pennarossa o n.4, amanti delle foto qui danno il meglio perchè è quello che non necessita l'aggrapparsi alle ferritoie di legno presenti nell'intero percorso.
Sentiero n.5, sentiero in cui si possono ammirare i paesaggi della conca ternana e della valle del fiume Nera fino alle gole del Ferentillo. Qui si può osservare da vicino uno dei pozzi artificiali, profondissimo e coperto da un vetro.
Salite, discese, sentieri in lungo ed in largo, piante, fiori, laghi e ruscelli mi hanno ammaliato in ogni loro caratteristica e vi dico che la fatica sentita alla fine del percorso ne vale veramente la pena.
E' una cascata a flusso controllato. Infatti la cascata vera e propria non è continuamente funzionante perchè viene utilizzata per la produzione di energia elettrica nella centrale di Galleto. La maggior parte del tempo il flusso si riduce alle dimensioni di un torrente. Noi abbiamo avuto modo di vedere la cascata in pieno funzionamento ed anche in modalità spenta e la libertà, la maestosità che trasmette tale posto è indescrivibile.
"Sulle origini della cascata c'è una leggenda: una ninfa di nome Nera si innamorò di un bel pastore: Velino. Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò la ninfa in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l'eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore." Fonte Wikipedia.
PH Michele <3























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