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PERDERSI, ANCORA.



Credo, e ne sono fermamente convinta, che non ci sia nulla di più terapeutico del perdersi. Che sia in una città. Nella mente di qualcuno. Negli occhi, nei sorrisi o nei pensieri. Un pò affollati, un pò caotici un pò problematici ma anche a volte fermi e spenti. 

Perdersi è la più grande forma delle metamorfosi possibili. Un viaggio trascendentale accompagnato da un brivido misto ad eccitazione.Poi è tutto gratis. Che non si dica che da queste parti non si sta attenti alla crisi.

Come quando si è di fronte ad un bivio e la strada di casa è quella a destra ma tu prendi quella a sinistra perchè è presto. Di tornare a casa non hai voglia e c'è ancora quella luce che illumina le strade e i nostri occhi. Perdersi tra i vicoli, a testa in su catturata dai dettagli di palazzi meravigliosi e maestosi. Perdersi tra i bar e tra la gente seduta ai tavolini. Perdersi tra le storie di quella gente. Perdersi in villa Ada che poi è un attimo che ti ritrovi a Narnia. Io sono convinta che lì si trova la mia porta.
Perdere la cognizione spazio temporale che non sai se oggi è mercoledì o forse giovedì. Perdersi l'ora del the che non si è mica in Inghilterra dove è celebrato e rispettato, meglio perdersi da Ladureè che dei macarons non si ha mai abbastanza e ti ritrovi in compagnia di Maria Antonietta in una Parigi trasgressiva. 
Perdersi o meglio tuffarsi in strati di biscotto e tiramisù che se si è a Roma da Pompi si rischia di perdere la testa.

Perdere la testa in cose che ci piacciono. Un profumo buono che sa di casa. Torta di mela calda e di cose che ci mancano. Rossetto rosso in fondo alla borsa e occhiali da sole. Perdere l'equilibrio anche a piedi nudi. Sentirsi Alice nel Paese delle Meraviglie.

Perdersi per poi ritrovarsi per poi continuare a perdersi ancora.

Perdersi in quello che non avresti mai il coraggio di perderti. 
Perdere l'amore urlando nelle sere d'estate ma anche nei karaoke familiari di natale "maledetta sera".

A Roma e a tutte le città caotiche.
Al mio luogo di pace che poi tanto luogo non è.






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